NOVEMBER 1979
Progetto fotografico e performance di Ramak Fazel.

Il 4 Novembre 1979 è considerata la data di inizio della Rivoluzione Iraniana, in seguito alla quale il regime monarchico ha ceduto il posto alla Repubblica Islamica. In questa data, in risposta al blocco dei conti bancari iraniani negli USA e all'ospitalità offerta dal paese allo Sciah in esilio (formalmente per ragioni mediche), 500 studenti iraniani occuparono l'ambasciata americana a Teheran, prendendo in ostaggio tutto il personale all'interno della sede diplomatica. Delle 90 persone presenti nell'ambasciata al momento dell'occupazione, 52 rimasero in ostaggio fino al termine della crisi, 444 giorni dopo.

Da questa data simbolica nasce l’idea per un progetto fotografico strutturato in due tappe:

- un viaggio fotografico dall’Iran agli Stati Uniti d’America, alla ricerca di modelli d’auto del 1979

- una mostra fotografica, inaugurata da una performance, durante la quale si scontreranno due automobili con i tetti disegnati rispettivamente con la bandiera Iraniana e quella Americana.

Un percorso dall’Iran agli Stati Uniti d’America che ha ovviamente un significato legato alla mia storia biografica, ma che conterrebbe al tempo stesso un tema politico. Obiettivo del progetto è riflettere sul rapporto tra i due Stati (ad esempio sullo stato di tensione perenne creato dai media) attraverso un’operazione concettuale: la lettura e riproposizione di un simbolo – l’automobile – che, come molti altri simboli della cultura locale, in Iran è rimasto fermo alla data della Rivoluzione.

In questo progetto ho intenzione di utilizzare la fotografia, oltre che come mezzo d’espressione in se stesso, come strumento per raggiungere qualcos’altro. Attraverso la performance finale, il tema concettuale dell’auto prenderà forma fisica. Due automobili Mini – uno dei tanti simboli della cultura contemporanea, attraverso il quale è possibile esprimere la propria adesione patriottica personalizzando il tetto con una bandiera nazionale – si scontreranno come in un gioco tra due modellini in scala 1:1.
La messa in scena, volutamente shoccante e rumorosa per coinvolgere emotivamente il pubblico, non avrà un significato negativo bensì positivo: il confronto tra le due culture sarà rappresentato dallo scontro tra le due automobili (entrambe di colore bianco, dato che il bianco è il colore della pace; entrambe di produzione europea, dato che nella realtà l’Europa svolge il ruolo di mediatore tra i due Paesi). La performance consisterà nell’eliminazione simbolica di due oggetti inutili, così come inutile sarebbe lo scontro reale tra le due nazioni, per lasciare spazio ad aspetti più profondi evocati dal lavoro fotografico. I rottami delle due automobili saranno poi donati a due enti negli Stati Uniti e in Iran: rispettivamente quella con la bandiera iraniana al primo, e quella con la bandiera americana al secondo.